Il successore di Giulio III, Papa Paolo IV, Gian Pietro Caraffa, nato a Capriglio il 28 giugno 1476 e morto a Roma il 18 agosto 1559, fu molto intransigente e il Concilio dovette attendere l'arrivo di Pio IV, Gian Angelo Medici o Medighino, nato a Milano il 31 marzo 1499 e morto a Roma il 9 dicembre 1565, prima di poter riprendere. Il rifiuto dei protestanti e dei francesi di partecipare a un Concilio che ritenevano troppo legato a Roma ritardò ancora una volta l'inizio delle sessioni. Queste ripresero il 18 gennaio 1562 e si concentrarono sui libri proibiti, sulla comunione e sul sacrificio della Messa. L'imperatore chiese l'abolizione del celibato sacerdotale e il permesso ai laici di tenere il calice, ma queste questioni furono rimandate al Papa, che ovviamente si oppose. Le sessioni successive si trascinarono, una nuova tattica della Chiesa per mettere a tacere l'opposizione. La noia e lo scoraggiamento dei partecipanti permisero la facile adozione di decreti sul celibato dei sacerdoti, sul purgatorio, sull'adorazione dei santi e il culto delle reliquie, sui giovani, ecc. La fine del Concilio fu proclamata il 4 dicembre 1563 e le decisioni furono confermate dal Papa nel gennaio 1564.
Sintesi I risultati del Concilio non furono quelli sperati dall'Imperatore e dai popoli europei. Non riuscì a riportare i protestanti all'ovile della Chiesa e, anzi, l'opposizione tra le due religioni si fece più netta. Tuttavia, il Concilio ebbe il merito di fissare la dottrina cattolica e di abolire un buon numero di abusi. I suoi decreti furono accettati quasi senza riserve in tutta Europa.


Gian Pietro Caraffa (Paolo IV) Gian Angelo Medici o Medighino (Pio IV)
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Fonti iconografiche : Gian Pietro Caraffa (Paolo IV) - Gian Angelo Medici o Medighino (Pio IV)
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